Chi è senza peccato scagli la pietra su Bossetti

di  Antonella  Soddu

Un uomo chiede – “ma cosa è successo?” Nessuno risponde. Lui si guarda intorno, cerca di capire. Tante forze dell’ordine. Perché, per cosa ? Scende la scala, l’unica del cantiere – “attenti, scappa”. No, non scappa, urla qualcuno, sta venendo giù. Un uomo con ai piedi le scarpe da lavoro, un uomo messo in ginocchio con le manette ai polsi – che succede. Nessuno lo sa, nessuno glielo dice.Gli italiani lo sapranno più tardi, ci penserà il Ministro Alfano a diramare la notizia. Pochi istanti dopo inizia il processo mediatico, e popolare. E’ colpevole perché lo dicono tutti che è colpevole. Quindi, è condannato. E’ condannato lui, la sua famiglia, sua madre, è condannato l’equilibrio di una famiglia. Sono spiattellati ai quattro venti i segreti più intimi di una donna, se questi, poi, son veri. Sono cose di ordinaria follia italiana chiamata libertà di stampa. Sono cose davvero da quarto grado che fa il processo sommario al già colpevole eludendo il Beccaria. Esiste ancora un organo di controllo che verifichi cosa è notizia e cosa non lo è? Se esiste applicatene le regole e vietate la messa in onda di quel video. La procura individui chi ha dato alla stampa un video dove cui tra le altre cose, pare siano state eluse tutte le normali procedure anche della notifica dell’atto di arresto. Basta con i processi da medioevo, con la lapidazione del diritto a difendersi in sede processuale . Avete trasferito le aule di tribunale sui giornali e dentro gli studi di programmi che sono peggio del giornale “cronaca vera”. Quelli che spesso si trovano nei porta riviste dei barbieri nei quartieri popolari. Si deve appurare la verità in sede processuale non dentro un salotto televisivo, non sui social, non per strada, etc. Un uomo e innocente fino a sentenza di colpevolezza. l’avviso di garanzia non è una condanna, e non è prima di tutto il processo concluso. Chi sono io per dire con certezza – “è lui ?” E se anche lo fosse, quello che oggi ho visto su quel video mi fa vergognare di esser cittadina di un paese che si dice civile. Sono stati violati tutti i principi di tutela dell’indagato, sopratutto il diritto alla riservatezza anche e sopratutto in nome del rispetto per altri due ragazzini minori vittime oggi dell’eccessivo bisogno di audience e di mi piace sui post.

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