L’ Inqualificabile gesto del Senatore Barani.

di Antonella Soddu
Quanto accaduto ieri nell’aula del Senato, dove erano in discussione gli emendamenti alla riforma del Senato, è inaccettabile. E’ un’azione politica il cui linguaggio è frutto dell’inopportunità della presenza in quegli scranni di eletti/nominati indegni di rappresentare le istituzioni. Oggi, questi stessi, pretendono di violentare la Carta Costituzionale adducendo motivazioni che vanno dalla necessità del cambiamento dell’architettura dello Stato alla improbabile devozione ai poteri forti della UE. In nome, in generale, del luogo comune che il bicameralismo esiste solo in Italia. In tutto questo contesto, ieri, in aula, il Senatore Barani, verdiniano e recente stampella renziana, ha pensato bene di mimare il gesto di un rapporto sessuale orale rivolto alla Senatrice M5s Barbara Lezzi. Basta! Avete compreso o no che la stragrande maggioranza degli italiani è stanca di queste becere scenate da osteria che mostrano agli occhi del mondo un Italia di indecenti ? Un gesto eloquente che dimostra la bassa considerazione che la cultura maschilista italiana ha delle donne in carriera, oggi più che mai. A ben vedere, gesti come quello del Senatore Barani sono quotidiani in ogni dove. Palesano un male tutto italiano nei confronti di tutte le donne che scelgono la carriera – in questo caso politica. Sono inaccettabili tutti i comportamenti che non solo sono palesi offese alla persona ma, di fatto, anche verso tutta la collettività. Qui, pertanto ,è da condannare a prescindere anche la giustificazione “siccome lo hanno fatto anche loro in altre occasioni, lo facciamo anche noi”. Perché nelle ultime ore, alle polemiche e alle prese di posizione di molti esponenti di ogni partito, si esprimono anche pareri che vertono perlopiù ad un ragionamento tipico dei bambini che fanno ii dispetti o si ribellano al rimprovero con la frase –“L’ha fatto anche lui”. Molti portano l’esempio di Grillo che tempo fa diede della vecchia puttana a Rita Levi Montalcini, come a dire: “che c’è di male, il loro leader spirituale ha solo dato della vecchia puttana al premio Nobel per la medicina!” Ma se uno è cafone per forza di cose si deve seguire il suo esempio? E ancora, tirano in ballo quel che – sempre dentro un aula istituzionale come la camera – un anno fa il deputato M5s Massimo Felice De Rosa rivolgendosi alle deputate colleghe del Pd in commissione giustizia alla Camera , disse: “Voi donne del Pd siete qui perché siete brave solo a fare i pompini”. De Rosa si difese asserendo che non era sua intenzione. Anzi, nello specifico disse: “Dicono il falso. Ho detto che qua dentro [in commissione, ndr] sono entrati solo perché conoscevano qualcuno di importante o avevano fatto qualche favore sessuale. Mi riferivo a tutti: uomini e donne. Non mi riferivo a nessuno in particolare, neanche alla Moretti”. Un vile tentativo di giustificarsi ne più e ne meno diverso dall’altrettanto vile tentativo vile del Senatore Barani: “Sono stato frainteso, facevo il gesto di un microfono”. E com’è il gesto del microfono? Insomma, c’è poco da dire, maschilismo e discriminazione da condannare a prescindere da chi proviene il gesto. Gesti, azioni, parole, linguaggio in generale che non hanno nessuna giustificazione e che non rendono nessuno intoccabile quando si tratta di mancanza di rispetto in generale non solo verso le donne. Sono inaccettabili tutti i comportamenti che, non solo sono palesi offese alla persona ma, di fatto, anche verso tutta la collettività. Qui, pertanto, è da condannare a prescindere anche la giustificazione “siccome lo hanno fatto anche loro in altre occasioni, lo facciamo anche noi”. Qui è una questione di rispetto che non c’è e lo spiega bene nel suo intervento seguito alla bagarre venutasi a creare, anche dopo le giuste protesta della Senatrice Lezzi, il Senatore del Psi Enrico Buemi – “Signor Presidente, già nei giorni scorsi ho posto una questione che mi sento di ribadire con forza: questa non è una piazza, in cui ci sono manifestazioni di consenso o di dissenso; questo è il Senato della Repubblica. E nel Senato della Repubblica ci sono regole scritte e comportamenti che devono essere richiesti a tutti, in maniera generalizzata senza concedere a nessuno, a me per primo, di derogarvi. La collega De Petris ha posto il problema della cultura e del rispetto verso le donne e sono assolutamente d’accordo; però in quest’Aula, cari colleghi, manca la cultura del rispetto e basta, non solo del rispetto verso le donne. In questi due anni di legislatura ne ho viste e sentite di tutti i colori e non è stata presa una sola misura adeguata a fare in modo che non si perpetuassero questi comportamenti. Ognuno di noi è responsabile dei propri atti. Non voglio difendere il collega Barani. Ero distratto e non ho visto la vicenda, però credo ci siano le registrazioni d’Aula e quindi ha fatto bene la collega Fedeli a porre la questione nelle sedi opportune. Tuttavia, signor Presidente, troppe volte siamo stati insultati nella nostra dignità personale e la Presidenza del Senato o gli organi del Senato non hanno preso alcuna posizione sanzionatoria nei confronti di coloro che si sono abbandonati e si abbandonano quotidianamente a comportamenti che non sono da Aula del Senato e neanche da osteria. Sono comportamenti da osteria di periferia.” Detto ciò, pensiamoci bene; questa gente sta stuprando la Costituzione Italiana.

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Il Psi non ha bisogno di andare a scuola da Grillo per imparare a fare politica.

di Antonella Soddu
Chi mi conosce sa che sono socialista. Lo sa da sempre o lo ha saputo di recente, semplicemente perché non è che ne parlo molto. Forse le poche volte che lo faccio è quasi sempre per muovere delle critiche anche nei confronti dello stesso segretario. Premetto che nonostante la critica negli ultimi periodi si è accentuata non sono ancora ad oggi espulsa dal piccolo Psi. Motivo d’orgoglio per me e per la mia convinta applicazione della critica costruttiva mai a livello personale degli uomini e delle donne del partito. Ciò detto, oggi, un dire senza cognizione di causa da parte di un qualcuno che forse legge troppo il blog di Grillo, ha risvegliato in me l’orgoglio socialista. E’ stata una frase – “Copia incolla dai 5 Stelle?” – posta a commento di un post che ho condiviso riguardante una dichiarazione del Segretario Riccardo Nencini in merito al 1,6 miliardi di tesoretto ( ? ) emerso dal DEF – “Ci sono pensionati che non arrivano a fine mese. Troppi. Il tesoretto va speso per loro. Una boccata d’aria in attesa di provvedimenti più incisivi. Uno in testa: aumentare il prelievo fiscale sul gioco d’azzardo per destinare gli introiti al sostegno delle pensioni più basse.” E no, non c’è la posso fare a tacere; come, che significa copia incolla dal M5S ? E’ mai possibile che oltre alla poca simpatia che ci viene costantemente rivolta al Psi dalla stampa in generale, ora il Psi deve anche esser accusato di fare il copia incolla come gli scolaretti e per giunta dalla scuola di Grillo ? No, basta! Il PSI è da inizio legislatura che porta nelle aule di Camera e Senato e in quelle delle varie commissioni parlamentari, proposte serie che però, nel momento in cui queste vengono da chi ha pochi numeri ed è oltremodo reso invisibile alla massa del popolo, ed in particolare ai populisti sempre pronti a dire di esser i migliori, rimangono invisibili. Da inizio legislatura ad oggi sono tante le battaglie socialiste messe in atto, mozioni, interrogazioni, interpellanze, ddl, come primi firmatari e come coforirmatari. Basterebbe fare una attenta lettura al sito del partito, al giornale del partito – Avanti Online, o meglio ancora sui siti istituzionali di Camera e Senato alla voce deputati e organi, e visionare, impegnandosi nell’attenta lettura, di quali sono le attività poste in esser fino ad oggi, per capire, come ho poc’anzi detto che il “Psi ha un problema, è piccolino e la stampa non gli da peso, ma, i vari Di Lello, Di Gioia, Locatelli, Pastorelli, o Buemi, Longo e lo stesso Nencini, che pure è Vice Ministro fanno. Il problema è che se fanno loro va male, se lo fa, secondo la logica del M5s, va tutto bene. Solo per fare un esempio, il PSI è tirato in ballo solo quando agli onori della cronaca le notizie sono da inquisizione, allora i titoli sui giornali sono a caratteri cubitali, seppur le persone che sono nominate non abbiano neppure un avviso di garanzia . Ma, per tornare ai presunti copia incolla, a smentita potremo portare tanti fatti o dati di fatto se credete meglio. Esempio, le disposizioni per l’estensione delle misure di protezione sociale e dei diritti sindacali ai lavoratori impiegati con contratti di collaborazione a progetto, oppure “come ampliare la platea degli esodati di cui farsi carico? Una soluzione potrebbe essere quella di un tributo una tantum pari a 5 miliardi di euro a carico delle imprese che esercitano attività di gioco d’azzardo, anche on line. E’ la misura prevista da un emendamento socialista al testo sull’accesso al trattamento pensionistico in discussione in XI commissione alla camera”. Oppure, come sostiene Marco Di Lello, presidente dei deputati socialisti “le motivazioni dell’emendamento presentato – “Allargare la platea per oltre 10mila esodati andando a prendere i soldi nel grande business del gioco d’azzardo è una soluzione indolore per le tasche dello stato, ma profondamente positiva per molti cittadini che da più di 2 anni attendono risposte”. Potrei anche parlare dei 15 punti programmatici dei socialisti per il Patto di Governo, e potrei citarli tutti uno per uno ma sarebbe noioso, la gente vuol sentire insulti, urla, attacchi razzisti, bagarre in parlamento, ostruzionismo a volte inopportuno. Fa più notizia questo di quanto possa farlo per esempio : 1) Concedere il rimborso dei crediti della PA con priorità alle imprese che investono o che aumenteranno l’occupazione di giovani senza esperienza di lavoro o disoccupati di lunga durata e detassare gli investimenti nei prossimi 3 anni; 2 ) Creazione di un fondo di garanzia per imprese individuali che iniziano attività autonoma nelle professioni di eccellenza; 3 ) Progressiva eliminazione dalla base imponibile dell’IRAP della componente lavoro per le piccole e medie imprese; 4) Ricontrattazione con Unione Europea: maggiore flessibilità dei vincoli del Patto di Stabilità in particolare per far fronte a situazioni di emergenza; 5) Incentivare la rioccupazione temporanea dei lavoratori in CIG in lavori socialmente utili. Andando avanti ci sarebbe anche l’ Atto Unico per il lavoro, presentato nel 2014 anche con una conferenza stampa alla camera, ma di cui nessun tg ne ha parlato e per cui i deputati e i senatori PSI per protesta non hanno occupato i banchi del Governo, insultato la Presidente della Camera, lanciato la Costituzione e non si sono accampati sul tetto di Montecitorio. Ma l’atto unico per il lavoro c’è e resta come documento che nasce anche dalla storia riformista del PSI, e tra le altre cose prevede 1) il Reddito minimo di cittadinanza non a carattere universalistico ma da erogare a chi si trova sotto la fascia di reddito di povertà, a chi ha perso il lavoro; è legato alla ricerca di un’occupazione e alla frequenza di corsi di formazione; 2) Estensione delle tutele per malattia e maternità dei lavoratori atipici. L’inclusione, dunque, dei lavoratori a progetto, titolari di P.IVA, precari, nelle tutele garantite ai lavoratori subordinati; 3 ) Sgravi contributivi pari al 50% del costo degli oneri previdenziali ai datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato al termine dell’apprendistato, di sistema duale di istruzione o dopo il periodo di prova; 4) Sgravi contributivi pari al 50% del costo degli oneri previdenziali ai datori di lavoro che assumono a tempo indeterminato al termine dell’apprendistato, di sistema duale di istruzione o dopo il periodo di prova; 5) Istituzione di un fondo per la riduzione del cuneo fiscale, cioè della pressione fiscale che grava sulle buste paga lavoratori dipendenti e a progetto. Non sarà molto ma non è neppure poco e non accetto ma non accetto impassibile di leggere “Copia incolla dai 5 Stelle? Lo hanno sempre affermato”. Non lo accetto alla luce del fatto che quelli succitati sono solo alcuni degli atti posti in esser dal piccolo PSI, che non ha certo bisogno di Grillo per imparare a fare politica.