Risposta ad Andrea Mascia

 

Ciao Andrea,

Ho sentito la notizia. Io e tutti noi del C.L.A.S – LAVORATORI ATTIVI SARDEGNA, Sono e siamo sempre stati dell’ idea che l’attuale ( ancora per poco in vigore ) meccanismo degli ammortizzatori sociali sia la mera vergogna e incapacità di uno Stato e dimostrarsi civile. Vent’anni di ammortizzatori sociali elargiti a manica larga derogando il principio fondamentale che gli stessi dovessero esser utilizzati solo nell’arco di un periodo di transizione. Andrea Mascia, io te, tanti di noi, pensiamo che l’unico modo per crescere sia il lavoro, chi ha avuto la fortuna di averlo e spesso ha rimuginato per dover lavorare anche nei giorni di festa, chi ha avuto la fortuna di crescere professionalmente e umanamente sudando e vivendo la soddisfazione di portare a casa lo stipendio non deve e non può continuare ad accettare tutto questo. Concordo con te, e con chi segue la stessa linea nostra, quando ti poni la domanda – ” ma che paese è l’ Italia ?”. Io da bambina pensavo che fosse il più bel paese del mondo, da adolescente ho provato a capirne le bellezze, da ragazza ho lavorato in ogni dove, ho girato in lungo in largo, per lavoro, la Sardegna. Ho iniziato lavorando in falegnameria, in fabbrica agroalimentare, in campagna per la raccolta di bietole, pomodori, uva. Ho lavorato nella produzione dei nostri formaggi sardi, ho lavorato nella cura e manutenzione del verde, ho lavorato nel settore dei servizi di pulizie, ho lavorato nel settore degli appalti pubblici, ed ogni volta che prendo in mano il mio curriculum e la mia scheda anagrafica di lavoro, mi prende un sussulto di orgoglio e maledico che oggi vuole riformare il lavoro per fasce di età anagrafiche dimenticando che il lavoro è un diritto di tutti ed è dovere dei lavoratori prestare ad esso il massimo impegno. Allora, Andrea, ho pensato e penso tutti i giorni a come sono riuscita a sopravvivere senza il lavoro e alla ricerca affannata e quotidiana anche di poche ore per portare a tavola il pranzo. Capita che non hai più voglia, che ti senti arreso, che se guardi fuori e scorgi dalla finestra della cucina un immensa campagna verde, ripensi che la speranza è qualcosa ancora gratuito ma che tu devi coltivare attivandoti per realizzarla concretamente. Pensi che alla fine due righe scritte sull’importanza del lavoro nella vita dell’uomo non siano solo righe ma un motore che ti spinge ad andare avanti. Allora, “ma che paese è l’italia?”. Ebbene, siamo noi, noi che resistiamo, noi che combattiamo, noi che mettiamo la faccia, ci scontriamo, litighiamo tra di noi e alla fine siamo qua a pensare che tutto non è perso. Forse, in cuor nostro, quando ci arrabbiamo sappiamo che è un punto a nostro favore, è la carica per un mondo migliore. Abbraccio. Antonella 

Annunci

Primo Maggio. Andrea mi scrive…

Ciao Antonella,
Questa mattina, anche se con parole diverse, abbiamo esposto un pensiero uguale.
Oggi i dipendenti Meridianafly, celebreranno il primo maggio con un’altro anno di cassa integrazione appena rinnovata.

I sindacati confederali esultano e spacciano questa droga sociale come rimedio ad un lavoro che non c’è più e che loro, non sono mai stati abituati a fare. Neanche quando c’era.
Gente che per decenni va in distacco e il lavoro ha scelto di non farlo mai, non lavoratori che non sanno essere parte di un ciclo produttivo, uomini e donne adulte che non conoscono il rispetto per il lavoratore che loro stessi rappresentano, cittadini che non hanno mai partecipato al PIL ne alla crescita sociale dell’Italia ma nonostante ciò, rappresentanti del lavoro che ieri hanno siglato un accordo per impiegat, tecnici, assistenti di volo e piloti Meridiana che gli stessi non volevano.

Non certo secondi ad esultare per questo accordo, sono il Ministro Guidi e la sottosegretaria Bellanova le quali, a poche ore dall’inaugurazione dell’EXPO, hanno potuto mandare comunicati politici stile Repubblica Popolare Cinese con i quali informano il mondo giunto in Italia che grazie all’operato del Governo è stato salvato il lavoro di altri 1340 lavoratori.

I due Ministeri hanno messo a disposizione more o less altri 25.000.000. di euro perché capaci solo di somministrare antidolorifici anziché porre ordine in una Italia che è quasi ultima al mondo.

In questo scenario, alcuni lavoratori Meridiana miei colleghi, stanotte, ponendo la testa sotto il cuscino, sci curi di non essere visti da nessuno, hanno tirato un sospiro di sollievo perché ancora per un anno, gli verrà anticipato lo stipendio dal nostro azionista senza dover lavorare.

Ma che paese è l’Italia?meridiana_esuberi_torre_grande_ok.jpg_415368877

Lavori sempre in corso

di Antonella  Soddu

Dunque, vediamo a che punto siamo con i lavori in corso.
1) riforma del senato e titolo V della Costituzione, siamo alla seconda lettura parlamentare.
2) legge elettorale, siamo alla seconda lettura parlamentare .
3) Il DDL P. Amministrazione, siamo alla prima lettura.
4) DL Stadi, siamo alla fase di consultazione
5) DDL Lavoro, siamo in prima lettura. (Giovedi approda in Senato per la seconda lettura )
6) Riforma della scuola, in fase di consultazione
7) DL Giustizia Civile , in prima lettura
8) DDL Giustizia Civile, in prima lettura
9) DDL Giustizia Penale, in prima lettura
10) Abolizione delle province, approvazione.
11) Sblocca Italia , in fase consultazione.
12) DDL terzo settore, in fase di prima lettura.
in poche parole… , nulla di fatto se non il casino delle province abolite che stanno determinando una marea di casini in ogni regione. per tutto il resto ci sono 80 euro.
No dai, qualcosa hanno fatto … Quanto svolto nei primi sei mesi di Governo: Decreto legge Pubblica Amministrazione, Decreto legge lavoro, Decreto legge competitività, Prevenzione dissesto idrogeologico, Bonus IRPEF 80 euro, Tetto stipendi manager pubblici, Edilizia scuola, Misure a favore della casa, Patto per la salute, Alitalia ed ElectroLux, Semplificazione fiscale, Desecretazione, Cooperazione internazionale, Contratti di sviluppo, Decreto legge cultura e turismo. Accidenti a me ma non riesco a vedere risultati evidenti
11188489_636728649762761_1307774698364203628_n

a  che  punto  siamo ?  ai lavori sempre in corso…

NON ARRENDERSI MAI, CONTRO OGNI PREGIUDIZIO

di  Antonella  Soddu

In questi giorni sto leggendo tanti commenti contro gli immigrati che provano a attraversare quel mare azzurro, coscienti del pericolo a cui vanno incontro, per trovare serenità e libertà; commenti costellati dagli insulti più volgari e scuse becere per giustificare l’assenza di umana pietà. Ho riflettuto sul commento più ricorrente, secondo cui anziché pensare ai disoccupati italiani disperati, tassati, che perdono la casa, che sono sfrattati e che spesso ricorrono al suicidio, pensano a dare alloggi a zingari e clandestini. Che sensazione di rabbia e impotenza mi assale, insieme a tante domande e riflessioni. Penso alle migliaia di lavoratori che, nella mia isola, da mesi affrontano l’incertezza per il futuro, penso ai mei figli che ogni giorno escono da casa per andare a scuola con il pensiero ( lo so, anche loro vivono quest’angoscia ) che forse al loro ritorno non saremo più in questa casa. Anche noi siamo abusivi: con il lavoro abbiamo perso tutto. Mi guardo intorno, ho finito appena un mese fa di prestare servizio civico nel mio comune di residenza. Poche ore settimanali per 400 euro al mese: avercelo per tutto l’anno, un impiego così. Penso e ripenso da dove possa venire la forza per andare avanti, certo, dall’unione in famiglia, dagli amici, dal pensiero che c’è chi sta peggio di noi. Allora mi viene anche in mente che ci deve esser dell’altro, che ancora non so definire e che spinge un essere umano a provare ogni strada possibile per non soccombere. Fuggire da quest’isola tanto amata ma disperata e inerte? Lasciarsi andare e dire addio al mondo? Oppure fermarsi dinanzi al bivio e riflettere su quale sia la strada giusta. Apro la mia agenda e prendo in mano una lettera, l’hanno scritta un gruppo di lavoratori in mobilità in deroga. Ricordo che ho pianto il giorno che l’hanno letta in pubblico. “Siamo tutti molto stanchi e scoraggiati da questa situazione, divenuta indecente e che dura oramai da mesi, ma tu, con la tua grinta e la tua determinazione ci hai dato uno spiraglio di speranza per cui lottare e per cui alzarci al mattino. Le nostre giornate, cosi lunghe e vane, spesso buie e colme disperazione, hanno iniziato ad assumere un significato diverso da quando seguiamo questo gruppo e questo grazie a te, alle informazioni e ai consigli che ci davi giorno dopo giorno, facendoti carico del fardello pesante, triste e doloroso di migliaia di persone, nonostante anche tu e la tua famiglia abbiate i vostri problemi. Ma non hai mollato, hai portato avanti questa battaglia lottando contro tutto e tutti, come solo tu sai fare. Abbiamo fatto tanta strada da quel lontano settembre 2013, il gruppo è cresciuto, è maturato e sebbene non siamo ancora riusciti ad ottenere quello per cui stiamo combattendo da mesi, siamo riusciti ad avere dei risultati, in particolare quello di far capire alle istituzioni sorde, ipocrite e disumane, che non siamo un branco di disperati senza cervello, che possiamo mangiarci vivi tutti i Lorsignori e non è mica poco. È stata la rivincita di un popolo che seppure senza un euro in tasca, senza un tozzo di pane e ubriaco di disperazione, non si fa mettere i piedi in testa da persone immonde e preserva la propria dignità sempre e comunque. Questa battaglia è diventata per te una sorta di missione e a gran voce ti ringraziamo per la tua disponibilità, per la tua tenacia, per la tua nobiltà d’animo. Nella vita a volte è necessario saper lottare, non solo senza paura, ma anche senza speranza”.

Ho pensato tante volte di arrendermi, come ogni altro esser umano, spesso si cade vuoto dell’arresa. Poi, riflettendo, devo ancora qualcosa a me stessa, e soprattutto, a tutti i miei colleghi di disoccupazione. La speranza rigenera forza. Chi sceglie di arrendersi ha un malessere dentro sul quale nessuno ha il diritto di sindacare. Chi ha scritto la lettera riportata sopra, è gente che ha scelto di non arrendersi alla disperazione e di lottare per andare avanti, impiegando tempo per capire, informarsi, confrontarsi con le istituzioni, con le comunità di appartenenza, proporre e costruire. Ha scelto di impegnare la mente, per occupare il tempo e le ore che scandiscono le lunghe giornate da disoccupati abbandonati da tutti. Ecco, anche io sono parte di questo branco di disperati, da qualcuno ritenuti senza cervello. Andiamo avanti provando a liberare la mente da brutti pensieri e soprattutto usarla per creare il nostro futuro. Guai ad incolpare altri più disperati di noi della nostra inerzia e della nostra arrendevolezza. “Restiamo Umani”. Volevo tenere per me queste parole di incoraggiamento ma in queste ore credo sia un soffio di speranza renderle note. Grazie a chi non si arrende,contro ogni giudizio e pregiudizio.

CINISELLO BALSAMO CALL&CALL LICENZIA 186 LAVORATOR

DI ANTONELLA SODDU
Call&Call chiude, manda a casa 186 persone. E’ la storia di un Call Center che si occupa di servizi per tre importanti società finanziarie e bancarie.

Crisi? No.

Semplicemente la volontà della società di procedere a nuove assunzioni avvalendosi dei nuovi contratti previsti dal Jobs Act.

La società, come per altro si legge sul sito ufficiale della stessa – “opera su tutto il territorio nazionale e oggi ha 2.500 dipendenti e fattura 57 milioni all’anno”. Ma, pare che questo oggi sia solo un piccolo dettaglio nel momento in cui si decide in maniera quasi arbitraria (per non dir altro) di mandare a casa 186 persone e assumerne altrettante, giovani e con contratti meno onerosi e flessibili quindi, con le agevolazioni e gli sgravi fiscali del governo.

Pare ci sia qualcosa che non torna se si pensa che la società per procedere ai licenziamenti fa ricorso alla legge 223 che prevede i licenziamenti collettivi, ma come precisa Adriano Gnani (Uilcom Uil) – “la società ha costruito una sorta di scatole cinesi, la società madre ha messo in piedi tante altre piccole società in questo modo può esser fattibile che la società madre sia in crisi rispetto alle altre collocate in altre regioni italiane.”

Infatti, secondo l’amministratore delegato della Call&Call – “La perdita annuale della società di Cinisello Balsamo sarebbe di 500mila euro” e sempre secondo l’azienda la colpa sarebbe da attribuire ai costi eccessivi del lavoro.

Eppure, lo stipendio medio degli operatori del call center, in questo caso, si attesta intorno ai 1200 euro mensili. Già, che per i nuovi assunti non è che aumenta anzi, scende a 1.000 euro.

Insomma in poche semplici parole pare sia in atto un boom di nuove assunzioni che, altro non sono, se non il ricorso ad una strategia legalizzata che consente di ricorrere a nuovi contratti.

Quindi, oggi ne licenzio 186, domani ne riassumo 186 con un contratto a tutele crescenti, in altra località italiana, uso, per fare una cosa legale, l’intestazione di un’altra società che però fa parte dell’azienda madre a scatola cinese, e supero l’esame di legalità. Intasco gli sgravi fiscali del governo così ho anche l’onore di esser citato nei prossimi spot pubblicitari del ministero del lavoro che parlerà di “boom di nuove assunzioni”.

Più che altro suono di “Boom” di balle che scoppiano. Viva l’Italia che riparte, diceva ieri Crozza nel suo solito monologo: “Pare che Romolo abbia fondato Roma portando dentro, ladri, truffatori, schiavi, etc. Bene, i nuovi schiavi li abbiamo, saranno quelli prodotti dal Jobs Act. I ladri e i truffatori li abbiamo, basti pensare a mafia capitale. Ci siamo.”

Ammortizzatori sociali in deroga. Emanuele Cani presenta una mozione.

ATTO CAMERA

MOZIONE 1/00814

Dati di presentazione dell’atto

Legislatura: 17

Seduta di annuncio: 409 del 15/04/2015

Firmatari

Primo firmatario: CANI EMANUELE Gruppo: PARTITO DEMOCRATICOData firma: 15/04/2015

Elenco dei co-firmatari dell’attoNominativo co-firmatarioGruppoData firmaMELONI MARCO PARTITO DEMOCRATICO 15/04/2015 SANNA GIOVANNA PARTITO DEMOCRATICO 15/04/2015 SCANU GIAN PIERO PARTITO DEMOCRATICO 15/04/2015 MURA ROMINA PARTITO DEMOCRATICO 15/04/2015 MARROCU SIRO PARTITO DEMOCRATICO 15/04/2015 TIDEI MARIETTA PARTITO DEMOCRATICO 15/04/2015 SANNA FRANCESCO PARTITO DEMOCRATICO 15/04/2015 PES CATERINA PARTITO DEMOCRATICO 15/04/2015 MARIANO ELISA PARTITO DEMOCRATICO 15/04/2015

Stato iter: 

IN CORSO

Atto Camera

 

Mozione 1-00814presentato da

CANI Emanuele

testo di

Mercoledì 15 aprile 2015, seduta n. 409

La Camera, premesso che: le richieste di accesso agli ammortizzatori sociali in deroga relative all’anno 2014 interessano, in Sardegna, complessivamente, 26.763 lavoratori, dei quali 9.494 per provvedimenti di cassa integrazione in deroga e 17.269 di mobilità in deroga; per il pagamento degli ammortizzatori 2014 risulterebbero necessari 179 milioni di euro; ad oggi il Governo ha assegnato attraverso due distinte ripartizioni 17.313.000 euro con decreto ministeriale 6 agosto 2014 e 21.641.000 euro con decreto ministeriale 4 dicembre 2014; con le prime risorse assegnate sono state erogate due mensilità di trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria in deroga; a dicembre 2014, l’INPS ha corrisposto altre due mensilità di trattamenti di mobilità ed altre due mensilità di trattamenti di cassa integrazione guadagni straordinaria; a seguito dell’esaurimento dei fondi sono stati interrotti i pagamenti e i lavoratori attendono il pagamento delle mensilità 2014; in occasione dell’incontro con gli assessori regionali del lavoro tenutosi il 26 marzo 2015, il Ministro Poletti ha preannunziato un prossimo decreto ministeriale per la ripartizione tra le regioni di circa 500 milioni di euro a completamento dei finanziamenti per il 2014; si prevede che la cifra assegnata alla Sardegna possa essere quantificata in circa 50 milioni di euro, che consentiranno il pagamento di ulteriori tre/quattro mensilità; tale cifra risulterebbe pertanto insufficiente, in quanto per il pagamento integrale degli ammortizzatori in deroga 2014, detratti i 50 milioni di euro di risorse statali in arrivo, sarebbero necessari ulteriori 100 milioni di euro; la possibilità che il pagamento di una quota degli ammortizzatori sociali potesse essere effettuata con fondi propri della regione, era stata ipotizzata dal Ministro Poletti, nel mese di dicembre 2014, in occasione di un incontro con il presidente Pigliaru e assessore Mura; il Ministro aveva sottolineato che un simile percorso era già stato avviato con altre regioni ed avrebbe costituito il presupposto per consentire al Governo di erogare risorse statali in misura superiore rispetto a quanto sarebbe spettato secondo i criteri ordinari; a fronte di tale proposta, la regione ha reperito risorse pari a circa 150 milioni di euro di fondi P.A.C., in occasione di un ulteriore incontro tenutosi in data 12 febbraio 2015 presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali con l’assessore Mura, accompagnata dal direttore del centro regionale di programmazione, veniva comunicato che, a seguito di modifiche normative intervenute dopo l’incontro di dicembre con il Ministro Poletti, i fondi regionali non potevano più essere destinati al pagamento degli ammortizzatori sociali in quanto impiegati per la copertura finanziaria del credito d’imposta introdotto con la Legge 23 dicembre 2014, n. 190, recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale pluriennale dello Stato (Legge stabilità 2015); è noto che i principali benefici della suddetta misura introdotta con la legge di stabilità 2015 si concentreranno in massima parte nelle aree del Nord del Paese, nelle quali il tessuto produttivo e i primi segnali di ripresa economica faranno registrare il maggior numero di assunzioni; la delibera del Cipe del 30 giugno 2014, n. 21, nel disporre meccanismi di disimpegno automatico e sanzionatori a valere sulle risorse FSC 2007-2013, ha disposto a carico della regione Sardegna, una decurtazione pari a circa 107 milioni di euro, derivante dall’applicazione di misure sanzionatorie nella misura del 10 per cento, per un importo di circa 24 milioni di euro, e nella misura del 15 per cento, per un valore pari a circa 83 milioni di euro, su interventi che hanno fatto registrare ritardi nell’assunzione delle obbligazioni giuridicamente vincolanti; la sopra citata delibera del Cipe n. 21/14 ha disposto il finanziamento degli «ammortizzatori sociali in deroga», per un importo pari a 100 milioni di euro, a valere sulle decurtazioni operate dalla stessa, e tali risorse sono confluite tra le fonti generali di finanziamento dei decreti ministeriali di assegnazione delle risorse alle regioni; al netto delle finalizzazioni operate dalla suddetta delibera del Cipe n. 21/14, risulta la disponibilità per successive finalizzazioni per un importo complessivo di 182 milioni euro; vi è una urgenza condivisa tra regione Sardegna e Ministero del lavoro e delle politiche sociali, di provvedere al finanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga, in considerazione della grave situazione di tensione sociale che si registra nel territorio regionale, con migliaia di persone prive oramai da mesi di ogni forma di sostegno al reddito,

impegna il Governo

ad assumere iniziative per l’adozione di una specifica delibera da parte del Cipe volta alla assegnazione, in favore della regione Sardegna, dell’importo derivante dai meccanismi sanzionatori disposti con la delibera del Cipe 21/14, pari a circa 110 milioni di euro, per il finanziamento degli «ammortizzatori sociali in deroga» o, qualora ciò non fosse possibile, comunque per garantire l’integrale copertura finanziaria degli impegni assunti con i lavoratori, assicurando le mensilità spettanti per il 2014. (1-00814) «Cani, Marco Meloni, Giovanna Sanna, Scanu, Mura, Marrocu, Tidei, Francesco Sanna, Pes, Mariano».

IL TWEETTATORE FOLLE E MATTEO, LICENZIATO E SENZA SOLDI

tw1797457_623727747729518_2014158871690189677_n

di  Antonella Soddu

Mi fa rabbia, dovrebbe fare a tutti rabbia, eppure ci indigniamo e nulla facciamo. Senti le notizie ultime, in particolare lo svolazzare dei tweet del Presidente Matteo Renzi: “Che bella l’Italia che riparte, avanti tutta: + 38% di contratti a tempo indeterminato” e ti dici, ma allora io non vivo più in Italia, non mi sono accorta di nulla. Poi sfogli i giornali e incappi in una notizia che ti strappa il cuore e le lacrime al pensiero che domani qualcosa di simile possa capitare anche a te. Come la storia di Matteo Cadelano, 36 anni, operaio edile che dal 2012 ha perso il lavoro: “Quando una persona non riesce a far crescere un figlio, le istituzioni dovrebbero intervenire per garantire una vita dignitosa, invece non è cosi”. A Matteo le istituzione di quel Paese che Renzi chiama “che bella l’Italia che riparte”, hanno tolto il figlio. Papà non è in grado di garantirgli una vita dignitosa. Non è in grado perché quella bell’Italia, quel bel Governo, gli sta negando da oltre 15 mesi quanto dovuto per le indennità di mobilità in deroga, gli sta negando il diritto ad un lavoro, perché non ha più 29 anni. Gli sta negando e rubando il diritto alla gioia di esser padre. A Matteo, Renzi per capirci, chiedo: ma dove vive, si rende conto che sta offendendo l’intelletto degli italiani?