IL TURISMO IN SARDEGNA. UNA BEFFA DOPO L’ALTRA A DANNO DI TURISTI E RESIDENTI

di  Antonella   Soddu
Alcuni giorni fa parlavo con una cara amica del continente, Anna. Mi diceva: “Vorremmo tanto venire da te in Sardegna ma credimi è davvero troppo caro. Specialmente il viaggio in traghetto”. Abbiamo parlato a lungo, e mi sono accorta che quasi sempre d’estate l’argomento è il solito – “In Sardegna avete tante possibilità per vivere di turismo. Il guaio è che non sapete sfruttarle.” Io davvero non posso darle torto e a volte sento anche un po’ di vergogna e rabbia soprattutto quanto mi trovo a leggere, contemporaneamente, sulla stampa locale notizie che contrastano vergognosamente. Oggi con un comunicato stampa l’ Assessore al Turismo della RAS Morandi dichiara – “In Sardegna il turismo è in netta ripresa. Abbiamo registro una crescita del 5%. Quindi un primo scorcio di stagione certamente positivo. Ora puntiamo a una stagione di otto mesi”. Mi son cascate le braccia; poco prima ho letto – “Turisti esasperati, lasciano un biglietto dinanzi ai cancelli chiusi della galleria Henry a Bugerru – Vergognatevi, poi voi sardi vi lamentate che non avete lavoro”. Interi siti gioielli minerari chiusi in piena estate, cancelli sbarrati a cominciare dalla grotta di Santa Barbara, proseguendo fino alla galleria di Villamarina a Monteponi e concludendo con la galleria Henry di Bugerru. In qualunque altra parte del mondo farebbero follie per aver questi gioielli e in Sardegna che li abbiamo sono chiusi. Si salva dal circolo chiuso solo Porto Flavia la galleria con vista sul faraglione di Pan di Zucchero aperta dallo scorso mese dopo un prova nei giorni di Pasqua che ha visto in due giorni un record di visitatori. Questo il testo della lettera lasciata affissa dai turisti sui cancelli sbarrati della Galleria – “Siamo partiti da Baia Sardinia per vedere le miniere tanto rinomate grandissima delusione e rabbia non solo nel trovare chiuso, ma per la poca informazione. Una vera vergogna. Strutture del territorio non messe a frutto. Crisi? Come sempre meritata. Cordiali saluti e viva l’economia. Patrizia Gottari”. Ma non è tutto. Il sistema trasporti in Sardegna è al collasso, non esiste continuità territoriale nemmeno dall’isola alle sue isole minori. Il che crea danni sia ai turisti che ai residenti. Come si legge in una lettera inviata al giornale da una famiglia sarda che chiede di pubblicare anche il biglietto del traghetto. “Due persone residenti in Sardegna più auto 45 euro per 20 minuti di traghetto sulla linea Carloforte-Portovesme. Ecco come la Regione “incentiva” il turismo locale e i trasporti interni. Grazie – scrive Elena Muggittu”. Ripenso alle dichiarazioni dell’ Assessore al turismo Francesco Morandi, poi mi viene in mente la bellezza delle nostre spiagge, delle nostre coste, e mi rendo conto che mancano , perché non sono mai stare creato, quelle zone accessibili a tutti, turisti e residenti compresi. Per esempio, spiagge come Chia, Su Giudeu, Plag’è mesu, Masua, non sono dotate nemmeno dei più banali servizi igienici. Che si fa se ad un viene improvvisa voglia di far bisogni? Al massimo in acqua si può far la pipì… La Sardegna non è solo Costa Smeralda e Gallura, ove per forza di cose i servizi e le zone accessibili sono d’obbligo perché la zona è caratteristica per ospitare il turismo vip o persone facoltose. Territori come quelli su indicati, che si trovano nel sulcis, provincia più povera d’ Italia, non adeguatamente sfruttati per far crescere un tipo di turismo competitivo utile anche e soprattutto alla ripresa economica. Ma basta , per esempio, farsi un giro a Cagliari , dove in piena estate sono in corso i lavori di restauro al Bastione Saint Remy – https://www.youtube.com/watch?v=FkiErzwXdxk . Nel video è chiaro e sotto gli occhi di tutti che lo splendido spettacolo che si vede è accessibile solo agli operai. Alla faccia di Cagliari candidata a città della cultura, a Città mediterranea, a Città dove è insito il terminal crociere, etc. E che dire , poi, del lavori di adeguamento del littorale del Poeto e della rimozione dei chioschetti Bar e punto ristoro che stanno provvedendo a riposizionare solo ora in pieno luglio e piena stagione iniziata? Come scritto dalla Turista, giustamente indignata, Patrizia Gottardi – “Siamo partiti da Baia Sardinia per vedere le miniere tanto rinomate grandissima delusione e rabbia non solo nel trovare chiuso, ma per la poca informazione. Una vera vergogna. Strutture del territorio non messe a frutto. Crisi? Come sempre meritata. Cordiali saluti e viva l’economia.”

 

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