Giornalisti dotati di pressapochismo

di  Antonella  Soddu

Appena dieci giorni fa il tg1 dando la notizia dell’ uccisione del 19enne di Orune, ha parlato di indagini difficili dovute all’omertà. Tre giorni fa la morte di un 19enne padovano. Si pensava fosse precipitato da una finestra in seguito a un malore. Alcuni evidenti segni sul corpo non compatibili con una caduta fanno aprire altri scenari nelle indagini. “Nessuno parla”, dice il tg1; che poi, alla fine, tradotto significa essere omertosi. Qualcuno sa ma non parla. Qual è la differenza in queste due morti? E per quale motivo nel primo caso si dice -“indagini rese difficili dall’omertà”, e nel secondo caso si dice -“indagini rese difficili perché nessuno parla” ?

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SORIAL CONTRO FIANO

di Antonella  Soddu

Devo dirlo. Ad Agorà Giorgio Sorial ha sapientemente sbugiardato il deputato Pd Emanuele Fiano (presente in studio) in merito alla legge di stabilità approvata a dicembre del 2014 e vigente per il 2015. Fiano ha negato il taglio di 1,4 miliardi di euro ai Comuni e di 4,3 miliardi alle regioni deciso dal governo Renzi. E, cosa più grave, ha affermato che tali provvedimenti non esistono in quanto ancora non c’è la legge di stabilità 2015. Sottolineando che la legge di stabilità approvata a dicembre 2014  è invece attualmente già in vigore, Sorial ha rammentato a Fiano  la protesta dei sindaci italiani, Piero Fassino in testa. Ovviamente Fiano, a dicembre del 2014 non era in Parlamento.

Restiamo Umani anche sui social

DI ANTONELLA SODDU

 

E da ieri che leggo in certi commenti sul caso dell’infermiere sardo affetto da ebola, i volti della pochezza umana, della paura che si trasforma in meschinità, dell’esser umano che si trasforma nel verme più viscido. Io ultimamente sto pensando di rinunciare a leggere sulle pagine facebook dei quotidiani online perché sono diventate un centro di raccolta indifferenziata del genere umano. Questi alcuni commenti, che sinceramente incutono più paura dell’Ebola:

1 ) Non ho capito perché è venuto qua, non poteva curarsi lì?

2 ) Ma perché non è rimasto a farsi curare in Africa, giacché sono strutturati per contrastare l’ebola, anziché portare guai alla nostra comunità già in forte sofferenza?

3 ) Appunto “ci sono tanti sardi da aiutare qui, perché andare in Africa?”

4 ) Ho sentito che a Sassari ci sono tre persone in quarantena.

5 ) Alla Sardegna manca solo l’Ebola.

Sono i commenti meno indecenti. Il resto fortunatamente è stato rimosso da chi nella redazione ha ancora un minimo di buon senso. Mi domando, ma davvero è questo il mondo che viviamo tutti i giorni? Mi viene in mente una recente canzone, mi pare di Paolo Mengoni – “credo negli esseri umani che hanno il coraggio di essere umani”. Ebbene questi esser umani che hanno il coraggio di essere umani non si può certo ritrovarli in chi ha scritto, pensando davvero, i commenti di cui sopra. Mi son chiesta mille volte, ma hanno sentito qualche volta in tv la storia del paziente zero, il primo contagiato italiano? Forse no. O forse, peggio, hanno visto e sentito ma non hanno capito nulla né di cosa sia l’ebola, né di cosa sia il senso del fare volontariato. Era esattamente il 2 gennaio scorso il medico di Emergency Fabrizio Pulvirenti veniva dimesso dopo un mese di cure dall’Istituto nazionale per le malattie infettive “Spallanzani”. Oggi Pulvirenti è tornato a fare il medico in ospedale, cura i pazienti di quella struttura ospedaliera e a oggi non è registrata la cosiddetta “unzione” come vorrebbe la logica dei commenti i cui probabilmente, invece, provengono da untori d’ignoranza. In conclusione, provo a fare un tentativo, forse vano, per rispondere alle domande; 1) L’Infermiere è rientrato in Italia e quando dopo un leggero malessere verificatosi, appena poco dopo ha capito che poteva aver contratto il virus, ha eseguito tutte le procedure previste dal protocollo, si è messo in autoisolamento. Non ha avuto contatti con nessuno ( tranne che nelle poche ore dopo il suo rientro a casa con tre dei suoi famigliari che allo stato attuale sono sotto regime di quarantena per le verifiche del caso ) ha chiamato il 118, dalla centrale operativa sono state attivate tutte le misure del caso ponendo in essere il protocollo vigente. 2 ) se i sintomi li avesse avuti quando era in Africa, non avrebbe potuto viaggiare perché anche in questo caso ci sono delle procedure che vanno eseguite alla lettera. Che dire, poi, dell’ennesima domanda – “ci sono tante persone da aiutare in Italia, perché andare in Africa? Credo davvero che chi fa questo discorso non abbia la benché minima idea di cosa sia fare il volontariato, dedicare un po’ del proprio tempo agli altri. In Italia non mancano i volontari; ci sono e sanno fare il loro dovere con dedizione e competenze. Sono stanca di ripeterlo, ho fatto volontariato per cinque anni in 118 e mio malgrado non ho potuto, evitate di fare degli interventi di soccorso a persone affette da malattie infettive. E’ la stessa centrale operativa che, contattata dal paziente, attiva le procedure avvisando il personale laico di prestare la massima attenzione e indossare tutti i dispositivi di sicurezza. Eseguito il soccorso, possibilmente si deve chiedere il cambio e mettersi a disposizione per i controlli a monitoraggio. Il personale è esentato dal prestare servizio fino a conferma della negatività dei test. Provate per un solo secondo a pensare, la centrale operativa allerta l’ambulanza di base – “sospetto caso meningite”, oppure, “prestare massima attenzione, paziente affetto da epatite c”. Siamo in Italia, in Sardegna, o in qualsiasi altra regione, che si fa, non si soccorre? Insomma, questo per dire che una malattia infettiva si può contrarre anche qui in Italia, dove per la logica ignoranza di qualcuno si dovrebbe fare volontariato anziché andare in Africa. Infine, e termino, mi rivolgo a Gino Strada, che apprezzo per quanto è riuscito e riesce a fare con Emergency. Gino voglio però farti notare un piccolo incongruenza; ti ho sentito spesso dar contro il nostro sistema sanitario nazionale, probabilmente per molti casi hai ragione, però in questo momento un tuo cooperante, ed è il secondo, lo stanno curando in un ospedale pubblico. Gino, detto tra noi, il nostro SSN per inciso è uno dei migliori al mondo e non può una volta esser fatto da incompetenti e corrotti, e quando serve, diventa da superesperti. In questo momento le cure all’ infermiere, come alcuni mesi fa a Pulvirenti, sono fornite dal sistema sanitario nazionale, quindi pubblico. E provo ribrezzo al solo pensiero che, molti lamentino che – “vanno a fare i volontari s’infettano poi tornano in Italia a farsi curare dello SSN. Auguri di pronta guarigione all’infermiere, e un pensiero – “restiamo umani, abbiamo il coraggio di esser umani” – rivolto ai commentatori d’ignoranza conclamata.

Meridiana sospende il pilota Andrea Mascia.

DI ANTONELLA SODDU

 

“Otto mesi fuori dal mio, mio lavoro, otto mesi lontano da una delle mie ragioni di vita, otto mesi che seguo in modo alternativo la mia professione, otto mesi che gravo sulle casse dello Stato a spese di altri lavoratori che il lavoro ancora lo hanno, otto mesi di frustrazioni, otto mesi che mi domando se è giusto che ad un cassaintegrato non venga dato il modo di ricambiare questo “privilegio” rendendosi utile alla comunità.” Cosi ha scritto pochi giorni fa, sul suo profilo Facebook, Andrea Mascia, pilota comandante della compagnia aerea Meridiana, balzato agli “onori” della cronaca per esser diventato il simbolo delle “Magliette Rosse – io sono un esubero” per aver trascorso 50 giorni sopra una torre faro dell’ aeroporto Olbia/Costa Smeralda. Cinquanta giorni di lotta per il diritto al lavoro, cinquanta giorni duranti i quali per la prima volta in Sardegna i lavoratori di tutte le categorie si sono trovati uniti in una “Marcia Unica del Lavoro” che ha toccato, partendo da Olbia, tutte le tappe della crisi del lavoro nell’isola.

 

Oggi, con uno scarno comunicato della compagnia aerea, Andrea Mascia, 57 anni, con un’ esperienza di volo di 36 anni e da 25 pilota comandante della compagnia aerea dell’ Aga Khan, è stato sospeso dalle sue funzioni di pilota e non potrà nemmeno più esercitare quelle di copilota. Questo il testo: “In relazione ai recenti avvenimenti, questa compagnia ritiene di doverla dispensare dal comando di aeromobili”. Il comunicato porta la firma dell’ amministratore delegato Richard Creagh. Pare insensato tutto ciò, e si spera che i “recenti fatti” a cui fa riferimento il comunicato non siano riferiti, appunto, alla protesta di Andrea perché – come fa sapere il segretario nazionale dell’ Associazione Nazionale Piloti – è un provvedimento inaccettabile anche alla luce del recente accordo siglato al Mise dall’ amministratore delegato della Compagnia aerea.” Al di là di tutte le posizioni sindacali, resta il dato di fatto di un ulteriore offesa alla dignità di un lavoratore che con la sua tenacia ha fatto in modo di risvegliare le voci di tanti altri lavoratori di quest’ isola sommersa dal silenzio colpevole di tutte le istituzioni incapaci di porre in essere tutte quelle iniziative a sostegno dello sviluppo economico territoriale. Chi ha avuto modo di conoscere Andrea Mascia, come la scrivente che lo sentì per la prima volta al telefono a Natale, proprio quando insieme al suo collega Santocchini occupavano la torre faro, ne conosce le qualità umane, i valori e l’attaccamento al lavoro, tutte espresse nel suo accorato appello che riproponiamo: “Otto mesi fuori dal mio, mio lavoro, otto mesi lontano da una delle mie ragioni di vita, otto mesi che seguo in modo alternativo la mia professione, otto mesi che gravo sulle casse dello stato a spese di altri lavoratori che il lavoro ancora lo hanno, otto mesi di frustrazioni, otto mesi che mi domando se è giusto che ad un cassaintegrato non venga dato il modo di ricambiare questo “privilegio” rendendosi utile alla comunità.” Qualcuno faccia in modo di revocare la sospensione e dia modo ai lavoratori tutti di tornare a sentirsi parte della società ponendo a disposizione della stessa i frutti della fatica del lavoro. La sospensione di Andrea Mascia, cosi com’è, ha l’amaro sapore del mobbing.

I CAF NON TEMONO LA SFIDA DIGITALE

di  Antonella  Soddu

Naspl, Asdi, Dscol. Altolà, fermi tutti. Ecco qua, l’ultima prelibata pietanza servita da caf sindacati e patronati a discapito dei lavoratori disoccupati. Volendo, però, si può richiedere all’ INPS di zona il codice pin dispositivo, accedere direttamente alla propria piattaforma digitale e procedere all’invio online di domande varie. Come quelle, appunto, degli ammortizzatori sociali.

 

Ciò detto, questa mattina io e una collega abbiamo visitato le nostre piattaforme Inps per capire come poter inviare la domanda Naspl. Sorpresa: “Un disoccupato, su apposito modulo Inps, può decidere di far accreditare una quota del proprio assegno a favore del sindacato.”

Ci sorge spontanea la domanda: se la trattenuta sindacale va a favore di una categoria, ne deriva che è stata fondata quella dei disoccupati?

La “donazione”, ovviamente non è obbligatoria, ma sembrerebbe assurdo chiedere soldi a chi ha perso il lavoro. Provate a pensare a tutti i lavoratori che non avendo molta dimestichezza con il pc o che comunque sono poco inclini alle innovazioni tecnologiche (dovrebbero recitare un mea culpa) si affidano completamente ai servizi degli enti “no profit” (cosi sono classificati i sindacati) che poi incassano il denaro.

Perciò, torno a dire, se sono disoccupata, a quale categoria sono destinati i miei soldi? A quella statale, di modo che cosi pagherei parte dello stipendio di Segretari nazionali ? Ma fateci il piacere !

A tale proposito in questi giorni stavo pensando al significato della parola sudditanza; mi sono venuti in mente gli adulti che hanno perso il lavoro e/o comunque lottano per non perderlo.

A 60 anni non sempre è facile ribellarsi a certi schemi come quello, appunto, della sudditanza sindacale. Bisogna ammettere che ad alcuni l’età non consente altre scelte se non quella della completa fiducia nei sindacati. Purtroppo è cosi in molti casi. Si ha paura di cambiare strategia, si teme il mutamento.

“Non partecipi = non sarai fra i primi ad essere reinserito”. E non ditemi che i sindacati queste cose non le fanno. Forse non tutti; la maggior parte si.

Altro nodo cruciale è sfiducia. Tanti sfiduciati però sono anche pigri nel documentarsi: un male, questo, che spesso assale anche i giovani, che si suppone conoscano almeno le nozioni base per l’utilizzo del pc.

Ne siamo certi? No. Forse. Ni. Pochi si a risposta. Per citare un esempio, ieri a un’amica che mi domandava se c’era qualche lavoro in giro, ho risposto di controllare le posizioni del Sardinina job Day. Mi ha subissata di domande sui requisiti, età, su posizioni ecc. Clicca sul link,le ho detto. Leggi con calma e troverai tutte le risposte.“No, troppo complicato”, ha detto. “Mi conviene andare dal sindacato. Faccio prima”. Questa mattina sul mio cellulare è arrivato un suo sms “Ciao, grazie; ieri sono andata al caf del mio sindacato. Mi hanno detto che è ancora tutto in alto mare, che loro non sanno nulla. Mi faranno sapere.” Ma che c’entra il sindacato, rispondo, è al CSL – centro servizi lavoro – che devi andare. Vai li è dici di esser nell’elenco dei soggetti destinatari di bonus occupazionali flexicurity. Ti devi semplicemente registrare sul sito di Sardegna tirocini. Tutto qui. Ed è un operazione gratuita che puoi fare online da casa o recandoti presso i CSL. Morale della favola, tra i Pierino del Pc e i pigri, si delega volentieri. Io faccio tutto online, uso il mio bel pin dispositivo.

 

CLEGG E MILIBAND: IN GRAN BRETAGNA I LEADER SCONFITTI SI SONO GIA’ DIMESSI. IN ITALIA NON ACCADREBBE MAI

di  Antonella  Soddu

La vittoria dei conservatori sta incantando tutti. Giustamente o no. A me ha colpito un fatto. Nessuna polemica, gli avversari hanno riconosciuto la sconfitta e non solo, si sono dimessi dalla loro carica di segretario dei loro partiti. Da noi avrebbero gridato ai brogli, e tanto altro ancora. Provate un attimo a ritornare indietro nel tempo anche recente – vedi ultime elezioni rinnovo parlamento europeo. Disse Grillo – “se gli italiani decidono che non c…i vogliono io prenderò una decisione diversa, se ho sbagliato lascio “. Sta ancora li. ( poi parleremo della Wikileaks del M5s ) Di Berlusconi nemmeno a dirne, lui vuole tornare sempre, non accetta di passare il timone. Figuriamoci riconoscere sconfitte e dimettersi dal “suo” partito. Lo sostengono i fedelissimi, Forza italia è del Presidente. Gli altri non son da meno. Figuriamoci, poi il PD candida alla carica di Governatore un condannato, certo, pur sempre in primo grado, osserverà qualcuno. Mica pensano alle dimissioni. Ma quando mai. E allora ecco perché io  da italiana, è da questa mattina che mi pongo la domanda. Ma perché in Italia chi perde non accetta la sconfitta e attacca l’avversario peggio che in campagna elettorale? Stiamo a vedere che accade alle imminenti elezioni che saranno davvero un banco di prova. Vediamo quanti segretari avranno il coraggio di dimettersi. Io son certa che non faranno gli auguri al vincitore e diranno che  gli italiani non hanno saputo dare voce al cambiamento. Che poi alla fine significa GLI italiani non hanno voluto concedere ad altri la poltrona d’oro.

Italicum. Come funzionerà ?

di  Antonella  Soddu

Lunedì 4 maggio 2015. Segnate questa data. Entrerà nella storia come il giorno dell’Italicum. Nome voluto direttamente da Renzi che lo usò il giorno della presentazione. Presenti 399, Votanti 395, Astenuti 4, Maggioranza 198, Favorevoli 334, Contrari 61 . Approvato.

 

Così si leggeva sul tabellone dell’aula del Parlamento. Sel, Forza Italia, fratelli d’Italia, M5s sono usciti fuori dall’aula. Ora che è approvato, potrà entrare in vigore dal 1 Luglio 2016. e sarà applicato solo alla Camera dei Deputati. Come ha detto Benigni oggi: “siete fortunati che oggi il Senato ancora esiste”.

 

Vediamo di capire meglio; l’Italicum è un sistema elettorale proporzionale e il calcolo sarà su base nazionale, nello specifico il numero dei seggi verrà assegnato in proporzione al numero dei voti ricevuti. Nei due sistemi pensati per garantire la cosiddetta “Governabilità”, ci sarà il premio di maggioranza o doppio turno. Nel caso la lista più votata ottenesse almeno il 40% dei voti, potrà ottenere un premio di maggioranza. Il premio di maggioranza verrà assegnato alla lista che otterrà 340 seggi su 617. Quindi il 55% dei seggi. Qualora nessun partito o coalizione arrivasse ad ottenere il 40%, si andrà al secondo turno per assegnare il premio di maggioranza. Al secondo turno potranno accedere le due liste più votate al primo turno. La lista vincente otterrà in questo caso il 53% dei seggi vale a dire 327 deputati. Nell’intermezzo tra il primo e il secondo turno non sarà possibile fare i cosiddetti apparentamenti.

 

Potranno esser fatte le candidature multiple, cioè i capolista potranno esser collocati in più liste dei collegi elettorali, questo succedeva anche nel porcellum, fino ad un massimo di 10 collegi. Per quanto concerne le soglie di sbarramento si è andati incontro ai piccoli partiti prevedendo una distribuzione dei seggi su base nazionale ma al riparto avranno modo di accedere solo le liste che superano la soglia di sbarramento del 3%. Insomma, le opposizioni, quelle vere, hanno fatto di tutto per scongiurare questa legge; alla fine, l’Italicum ha tagliato il traguardo e il Presidente Renzi ha twittato in diretta: “Impegno mantenuto, promessa rispettata. L’Italia ha bisogno di chi non dice sempre no. Avanti con umiltà e coraggio!”.

 

Sì, anche noi pensiamo che l’obbiettivo sia stato raggiunto, e tanto anche. Crediamo che abbia partorito una elettorale fatta su misura che gli consentirà il controllo del Parlamento, una minoranza di voti che diventano maggioranza per poi consentire anche il governo delle istituzioni. Fuori dai loro progetti ci sono i Gufi, ma molti italiani sono fieri di esser gufi. Già, forse facciamo parte di quella schiera che nei pensieri di alcuni diciamo sempre no, ma noi ci sentiamo di far parte di quella schiera che invece ha lottato con ogni mezzo democratico possibile per quel “si può migliorare”. In fondo le chiedevano le opposizioni, lo chiedeva la minoranza Dem. D’altra parte crediamo di poter dire che si è scelto ad ogni costo, anche esautorando il Parlamento e ponendo in esser azioni squadriste, come l’espulsione, perché di questo si tratta, dei dieci componenti dissidenti pd nella commissione, di percorrere la strada per aver una legge elettorale una volta per tutte. Equivale a dire togliamo il porcellum e teniamoci il porcellino.

 

Non ci resta che sperare nel buon senso di Mattarella, colui che da Giudice della Corte Costituzionale aveva decretato l’incostituzionalità del porcellum (visto il prolungato silenzio, appare poco probabile). Pur coscienti del fatto che la maggioranza che ha eletto il Presidente della Repubblica è la stessa che ha approvato questo scempio, ci vien difficile pensare che Mattarella possa rinviare alle camere. La fiducia perché ciò avvenga è la minimo. Proviamo almeno a coltivarla ricordando l’intervento di Mattarella, quello del 2005, quando ricopriva la carica di Parlamentare, in cui accusò Berlusconi di approvare le riforme costituzionali a colpi di maggioranza. Oggi 334 voti favorevoli, sono pochi, si, sono poco più della metà dei deputati. Una maggioranza inadeguata per una legge elettorale che non è solo una questione di partiti ma è, o meglio, doveva tornare ad essere, una questione per tutti gli italiani. Infine, oltre al fatto della maggioranza inadeguata, sono altre le questioni di merito per cui il Presidente della Repubblica dovrebbe rispedire indietro il testo approvato oggi. Vediamo, altrimenti non ci resta che sperare nel referendum.