Da racconti. “Il vecchio Garelli 50 di mio padre”

di  Antonella  Soddu
” ricordo di quel giorno che misi in moto il vecchio Garelli rosso di mio padre; mamma era fuori a far la spesa per il giorno e babbo a lavoro. Io, la più grande di tre sorelle e un fratello, dovevo badare a loro, invece, attendevo con ansia di rimaner soli per spiccare il volo verso quelle che erano le nostre concezioni, di esser grandi. Così fu che inforcai la sella del vecchio Garelli 50 rosso fuoco di mio padre. Le mie sorelle e fratello mi guardano allibiti dalla finestra della veranda che dava sul cortile, ridevano, a tratti forse anche preoccupati, ma, ridevano. Avevo circa quattordici anni la prima volta che riuscì a metterlo in moto dopo vani tentativi, non sapevo, infatti, che dovevo aprire l’aria. Ma, in realtà, non sapevo nemmeno cosa volesse dire e, mi domandavo: “Ma come faccio ad aprire l’aria se è già aperta?” Così, facevo degli appostamenti per vedere come mio padre riuscisse a metterlo in moto, finché un bel giorno ci riuscì. ”

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