CINISELLO BALSAMO CALL&CALL LICENZIA 186 LAVORATOR

DI ANTONELLA SODDU
Call&Call chiude, manda a casa 186 persone. E’ la storia di un Call Center che si occupa di servizi per tre importanti società finanziarie e bancarie.

Crisi? No.

Semplicemente la volontà della società di procedere a nuove assunzioni avvalendosi dei nuovi contratti previsti dal Jobs Act.

La società, come per altro si legge sul sito ufficiale della stessa – “opera su tutto il territorio nazionale e oggi ha 2.500 dipendenti e fattura 57 milioni all’anno”. Ma, pare che questo oggi sia solo un piccolo dettaglio nel momento in cui si decide in maniera quasi arbitraria (per non dir altro) di mandare a casa 186 persone e assumerne altrettante, giovani e con contratti meno onerosi e flessibili quindi, con le agevolazioni e gli sgravi fiscali del governo.

Pare ci sia qualcosa che non torna se si pensa che la società per procedere ai licenziamenti fa ricorso alla legge 223 che prevede i licenziamenti collettivi, ma come precisa Adriano Gnani (Uilcom Uil) – “la società ha costruito una sorta di scatole cinesi, la società madre ha messo in piedi tante altre piccole società in questo modo può esser fattibile che la società madre sia in crisi rispetto alle altre collocate in altre regioni italiane.”

Infatti, secondo l’amministratore delegato della Call&Call – “La perdita annuale della società di Cinisello Balsamo sarebbe di 500mila euro” e sempre secondo l’azienda la colpa sarebbe da attribuire ai costi eccessivi del lavoro.

Eppure, lo stipendio medio degli operatori del call center, in questo caso, si attesta intorno ai 1200 euro mensili. Già, che per i nuovi assunti non è che aumenta anzi, scende a 1.000 euro.

Insomma in poche semplici parole pare sia in atto un boom di nuove assunzioni che, altro non sono, se non il ricorso ad una strategia legalizzata che consente di ricorrere a nuovi contratti.

Quindi, oggi ne licenzio 186, domani ne riassumo 186 con un contratto a tutele crescenti, in altra località italiana, uso, per fare una cosa legale, l’intestazione di un’altra società che però fa parte dell’azienda madre a scatola cinese, e supero l’esame di legalità. Intasco gli sgravi fiscali del governo così ho anche l’onore di esser citato nei prossimi spot pubblicitari del ministero del lavoro che parlerà di “boom di nuove assunzioni”.

Più che altro suono di “Boom” di balle che scoppiano. Viva l’Italia che riparte, diceva ieri Crozza nel suo solito monologo: “Pare che Romolo abbia fondato Roma portando dentro, ladri, truffatori, schiavi, etc. Bene, i nuovi schiavi li abbiamo, saranno quelli prodotti dal Jobs Act. I ladri e i truffatori li abbiamo, basti pensare a mafia capitale. Ci siamo.”

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